GRAVIDANZA E LETTURA: “MammaLingua” di B. Tognolini e P. Valentinis

Il libro di cui vi parlo oggi mi è capitato tra le mani diverse volte in questi anni. Ma per qualche strana ragione non ne ho mai approfondito la conoscenza. Neanche quando sono diventata mamma.

A me nessuno ha spiegato che leggere al mio bambino fin da quando era nella mia pancia era non solo una coccola graziosa, ma anche un tassello per cominciare a costruire la nostra relazione, una possibilità di esporlo a suoni e cadenze che poi avrebbe ritrovato una volta nato, o che l’esposizione alla lingua madre avviene già dalle primissime settimane di vita intrauterina. Lo sapevo per via dei miei studi, ma mi mancava l’esperienza diretta. Ho scritto un articolo qui se vuoi approfondire

Poi sono diventata quello che sono e mi sono costruita un personale percorso nascita (6 passi, scoprilo qui) da proporre alle famiglie in attesa. E questo libro, dopo aver fatto il suo bel giro, mi è tornato tra le mani. Siccome quando qualcosa esce dalla porta per rientrare dalla finestra c’è sempre un motivo, me lo sono “mangiato”, ne ho studiato l’andamento, ne ho assaporato i suoni e le immagini.

Oggi te ne voglio parlare.

Partiamo dal titolo: “Mammalingua. 21 filastrocche per neonati e per la voce delle mamme.” Prova a pronunciare MammaLingua ad alta voce. Non essere timida, dai! Lo vedi come si impasta bene nella bocca? Senti le lettere sbattere e rimbalzare da una parte all’altra? Ti accorgi che la lingua sta a cuccia per tutta la parola mamma e poi fa capolino sulle labbra solo alla fine?

Ecco, già nel titolo c’è l’intento del libro: mettere il suono al centro della relazione tra la mamma e il suo bambino in un andirivieni di parole che costruiscono le filastrocche. Di più: la madre è colei che riceve dal mondo il suo bambino e poi lo consegna al mondo, anche attraverso la costruzione del linguaggio.

“Ecco il mondo, bambino.
Ecco il bambino, mondo.” (filastrocca E)

21 filastrocche: una per ogni lettera dell’alfabeto perché ogni lingua ha il suo codice. Nel libro ad ogni lettera viene proposta una filastrocca più o meno lunga. Talvolta il senso si perde a favore del suono. Sono poesie. Sono semi-canzoni. Non è un libro che vince per via della storia o della concatenazione degli eventi. E’ la parola al centro. La lingua madre insomma. Tu quando le leggi devi proprio giocarci con queste parole. Quindi, sono da leggere ad alta voce, sono da canticchiare, da cadenzare, da agire insomma. Ché lette a bassa voce o nella mente, non servono a nulla.

Acqua.

Bocca.

Cacca.

Dormi.

Ecco.

Figlio.

Giorno.

Hai.

Io.

Lingua.

Mamma.

No.

Ora.

Piangi.

Qui.

Ridi.

Sì.

Tu.

Uno.

Via.

Zitti.

Con queste parole, che sono i titoli delle 21 filastrocche, se vuoi ci puoi ancora giocare: ti danno la possibilità di inventare la TUA filastrocca. Perché un libro, per me, ha valore quando, una volta chiuso, ha ancora qualcosa da dirti e ti spinge a fare qualcosa di più. Non è insomma un oggetto statico, ma un facilitatore di immaginazione. Pensa che eredità meravigliosa se oltre a leggere queste filastrocche al tuo bambino, tu ne costruissi una solo per lui, per voi due insomma.

Se poi queste filastrocche le scrive Bruno Tognolini, beh chi sono io per aggiungere altro? Maestro delle parole, conoscitore del loro ritmo, amante del loro suono, ha fatto delle filastrocche la sua cifra stilistica.

Di questo libro dice:

“Queste poesie per neonati sono state un’avventura di scrittura come poche, per me. Sapevo da principio che non avrei parlato di loro, ma a loro; dopo un po’ mi sono accorto che parlavo con la voce della mamma, quel misterioso canto di balena che suona nell’oceano “là fuori”. Non ho opposto resistenza a questo canto, e sono nate ventuno filastrocche, una per ogni lettera, nell’alfabeto di una “mamma lingua” originale.”

E se a illustrarle si cimenta Pia Valentinis, beh allora capisci che il libro è un ponte pazzesco per l’immaginazione? Pesciolini, orsetti, il mare, le finestre, la porta… ti accorgi che sono (anche) immagini simboliche vero? Il tratto è quasi uno schizzo. I colori sono rarefatti. I contorni praticamente inesistenti. Forse a dire: il bambino c’è già ma ancora non lo

Edizione Il Castoro-Tuttestorie: nata nel 1993 come casa editrice per libri sul cinema, si è poi specializzata anche nella letteratura per bambini e ragazzi. Dal grafic novel ai libri per le prime letture (TANDEM) ai saggi e cultura animalista e vegana con la partecipazione a Edizioni Sonda. Insomma, una casa editrice che sa il fatto suo.

Tuttestorie è anche libreria, una cooperativa e un festival di Letteratura per ragazzi. Che dire? Una realtà molto interessante. Se poi decidessi di acquistare questo libro, la libreria è inserita nel circuito #libridaasporto (scopri qui)

Che ne pensi allora? Spero di averti dato un buon suggerimento di lettura o di regalo.

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