Il mio Shop - spedizione gratuita in Italia

Natale: le tradizioni e i riti famigliari

Natale è sicuramente uno dei giorni più attesi dell'anno. Forse quest'anno ancora di più.

Ci restituisce immediatamente e inesorabilmente il senso di chi siamo, di come viviamo, di come ci comportiamo. Non solo perché ci permette di fermarci per qualche attimo, ma anche perché (che si sia religiosi o meno) ci consente di contemplare la nostra esistenza da altri punti di vista a discapito della fretta e della routine quotidiana. 

Siamo stati buoni? Siamo stati gentili? Ci siamo interessati agli altri? Abbiamo fatto spazio alle piccole cose della vita? Abbiamo avuto modo di dedicare del tempo a noi stessi, ai nostri affetti, alla nostra famiglia?

 

 

Quando guardo l'albero di Natale, farcito di addobbi da parte dei miei bambini, quando l'occhio mi cade sul presepe ancora spoglio del Bambinello, quando in casa partono le canzoni natalizie (da noi ad altissimo volume), devo ammettere che mi sento un po' meglio, mi pacifico.

Il Natale mi catapulta indietro, nella mia infanzia, nei rituali di quei momenti che non tornano più, ma che mi hanno fatto diventare la donna che sono. E la mamma che sono.

Io me lo ricordo benissimo il balletto casalingo a casa mia: su e giù dalla cantina a recuperare scatoloni zuppi di decorazioni; il controllo delle lampadine colorate che chissà perché mettevi via un anno e l'anno dopo ce n'era sempre una bruciata; il mio papà che armeggiava per ripararle (una poi si rompeva sempre); la distribuzione dei compiti con me e mia mamma all'albero di Natale e mio fratello e mio papà al presepe; e poi quella magica sensazione di emozione, commozione, trepidazione quando suonava il campanello di casa a mezzanotte e mio papà inscenava l'arrivo di Gesù Bambino che faceva entrare e lasciava a deporre i doni sotto l'albero. Io quella luce fioca del pianerottolo, quella dolce finzione del mio grande papà, quel tentativo di mia mamma di farci stare zitti zitti sotto le coperte....beh come si fa a dimenticarlo?

Forse è questo il regalo più duraturo che ho ricevuto. Una incrollabile fiducia che ogni anno questo rito si sarebbe ripetuto. Fa parte della mia storia famigliare. Fa parte del lessico della mia famiglia di origine. Fa parte anche di alcuni episodi esilaranti. 

Il rituale cementa i rapporti, li rende unici e speciali, permette a persone che sono legate inizialmente solo dal sangue e dalla carne di diventare una famiglia, una tribù, una collettività.

E in questo la narrazione di sè, l'accoglienza delle storie che si tramandano da una generazione all'altra, i sapori e gli odori e i suoni diventano la tradizione da vivere ogni anno. 

Così anche a casa nostra si sono cercate delle tradizioni, mutuate dalle mie e da quelle di Tommaso, per trovare la nostra storia famigliare da vivere con i bambini. Come il calendario dell'avvento che attendono trepidanti; dedicare un pomeriggio a scrivere la letterina; l'albero di Natale l'8 dicembre; il fare sempre e comunque il presepe per ricordarci chi arriva davvero; il preparare un piccolo banchetto per Babbo Natale e anche un disegno.

E Babbo Natale ogni anno consegna una lettera ai nostri bambini. Cosa ve lo dico a fare? Ovviamente le abbiamo conservate tutte. 

E dei libri: ogni anno ne aggiungo qualcuno allo scaffale dedicato al Natale. Mi mette tenerezza vederlo crescere; mi emozionano le dediche che ho scritto su alcuni di essi; mi piace spulciare in libreria o sul web alla ricerca di qualche bel titolo. (qui trovi una mia selezione di libri)

Io me lo auguro davvero per i miei bambini che questi ricordi rimangano nella loro storia, che qualcosa di tutto questo faccia di loro uomini e donne che sanno dare un senso alle cose che accadano. 

E allora così: Buon Natale! 

Lascia un commento

I commenti saranno visibile solo dopo la mia approvazione.